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Almamegretta

Almamegretta: l'immaginazione al potere

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Data: luglio 2001
Giornale: Kult


Almamegretta atto quinto. È uscito infatti Imaginaria nuova prova discografica del gruppo napotetano, che prosegue il viaggio nei territori del dub del reggae del pop melodico e della techno, inaugurato con i due precedenti, Lingo e 4/4. Ed è un viaggio nello spazio, costruito su contaminazioni ritmiche orientali e africane, ma anche nel tempo visto il recupero di certe sonorità anni ‘70 molto evidenti nel brano Crazy Days & Crazy Nights. «Si tratta - chiarisce subito Raiz - del nostro album più spontaneo, di quello meno progettato a priori. A dominare in esso è ancora un melting pot stilistico, che esprime il nostro desiderio di abbracciare culture e stili di vita distanti. In fondo ci sentiamo un po come Salgari che descriveva dei luoghi esotici senza averci mai messo piede...». Napoli in questa prospettiva internazionalista appare sempre più lontana… «Occorre essere chiari. Se per Napoli intendiamo una città simbolo della non appartenza ad un’unica cultura ma invece il più creativo laboratorio italiano di melting pot, allora ci sentiamo ancora di rappresentarla, ma esclusivamente in questo caso. La diversità è una ricchezza da accogliere con entusiamo. Magari potrà sembrare strano condire il riso basmati con il ragù napotetano ma vale la pena di provare, di sperimentare, perché - fuor di metafora - solo così è possibite crescere e maturare». Parole chiare e precise che suonano come un monito per quanti nel nostro paese, ma non solo, continuano a vivere l’immigrazione come un pericolo e una minaccia: «Nel nostro imminente tour riprenderemo a suonare Figli di Annibale, un brano che non eseguivamo da molto tempo ma che oggi ci sembra ancora molto attuale. Penso che a chi lo ascotterà passerà la voglia di dare la caccia all'immigrato o al diverso, chiunque esso sia!». Eterogeneo e vario in quanto a stimoli e suggestioni musicali Imaginaria trova la sua omogeneità nel costante richiamo al sogno, inteso come inalienabite bisogno di immaginarsi una realtà diversa e più civile di quella in cui ci troviamo a vivere: «L'immaginazione - conclude infatti Raiz- ritorna più volte nel disco, spesso sotto forma di sogno, che poi è il solito vecchio sogno di riuscire a cambiare il mondo».

Aggiornato Sabato, 10 Settembre 2005
 

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