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Almamegretta

È live il suono del melting pot. È uscito ieri il nuovo CD “Imaginaria”: tra Napoli, Africa e Caraibi

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Data: 2 giugno 2001
Giornale: la Repubblica
di Carlo Moretti

Nella tournée tornerà "Figli di Annibale". Poi il 20 settembre saranno a New York

Un disco registrato quasi in presa diretta con l' ex Pfm Mauro Pagani

ROMA - Mentre il mondo ricco frena, preoccupato dall'onda che monta dai Paesi poveri, e regolamenta, blocca, ripassa il segno rosso sulle frontiere tra i popoli e le culture, c'è un gruppo di musicisti napoletani che continua ad andare controcorrente e con sempre maggiore convinzione mescola le musiche e le lingue del mediterraneo in un'ottica planetaria. Gli Almamegretta non saranno, come ribadiscono, i portabandiera o i portavoce della Napoli artistica ma certo ne rappresentano l'anima più bella, quella che guarda senza paura e a volto aperto all'incontro con l'altro. Raiss, la voce del gruppo, lo spiega cosi: «I governi possono anche pensare che sia giusto chiudere la porta, ma la porta prima o poi qualcuno la sfonda».
Imaginaria, il disco uscito ieri, è il quinto, bel capitolo del loro percorso in musica che, partito da Figli di Annibale (vera e propria canzone-manifesto dei loro intenti artistici e "politici") era approdato, attraverso la scoperta del dub di Sanacore, alla proposta universale di Lingo prima e di 4/4 poi, sorretti entrambi da una forte ritmica techno. Anche nei concerti la forma canzone ne risultava diluita in un'atmosfera da rave party, mentre il centro dello show si spostava in platea tra corpi che ballavano trascinati dalla musica. Con Imaginaria gli Almamegretta mettono un po' da parte l'elettronica e riscoprono gli strumenti, chitarre acustiche comprese, e sembrano recuperare il gusto di suonare live, cosa effettivamente praticata in studio (gli studi di registrazione milanesi dell'ex Pfm Mauro Pagani), abbandonati all'istinto tra strumenti anni Settanta, vecchie tastiere e chitarre d'annata, semmai lasciando alle macchine solo l'ultimo passagglo di post-produzione. Con la voglia di ribadire realtà e esigenza del melting pot culturale, gli Almamegretta riprenderanno a suonare nei concerti della prossima estate il brano Figli di Annibale, a lungo dimenticato per non correre il rischio che diventasse una facile bandiera. Spiega Raiss: «È molto attuale. In fondo non dice niente di speciale, ma a chi ascolta quel pezzo gli passa la voglia di dare la caccia all'immigrato e allora vale proprio la pena di riproporlo».
Le canzoni di questo nuovo album, dove con più forza le melodie partenopee si mischiano con i vocalizzi arabi, naturalmente incarnati nelle corde vocali di Raiss, risuoneranno anche a NewYork il 20 settembre quando al "Roxy" gli Almamegretta terranno il concerto voluto dall'Istituto italiano di cultura.

Aggiornato Sabato, 10 Settembre 2005
Ultimo aggiornamento ( Martedì 31 Marzo 2009 12:31 )  

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