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Almamegretta

Fusioni di stili in «contagio», ultimo concerto di suoni e visioni

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Data: 21 maggio 1996
Giornale: Il Corriere della Sera
di Elia Perboni

LE DUE STRADE DEL FOLK. I CANTI TRADIZIONALI DEI CARNASCIALIA E ALMAMEGRETTA

La sesta edizione di Suoni e Visioni chiude con un gran finale che sottolinea l'impegno di una programmazione attenta soprattutto alla qualità delle proposte. E così oggi, al Teatro Orfeo, la rassegna si congeda con un evento musicale: Contagio (ore 21, ingresso 32/25 mila lire). Mal titolo poteva essere più appropriato per un incontro tra due formazioni cresciute artisticamente in tempi diversi, ma assolutamente vicine per spirito innovativo: i Carnascialia e gli Almamegretta. Chi ricorda l'attività del Canzoniere del Lazio, divenuto successivamente Carnascialia, nell’ambito della ricerca nei territori della tradizione popolare, sa quanto sia importante quest'avvenimento che unisce l'esperienza maturata negli anni '70, quella di Carnascialla per l'appunto, con il repertorio d'un gruppo come gli Almamegretta, figli di questo decennio.
L'esperimento è già stato presentato l0 scorso anno a Roma ed ha ottenuto un successo clamoroso, inaspettato. Ora le due formazioni, unite in questa sorta di laboratorio sonoro al quale partecipano anche elementi provenienti da altre formazioni (il violinista Mauro Pagani, ex PFM, per esempio), si confrontano con una platea diversa. Sul palco, Almamegretta e Carnascialia si uniscono in un continuo interscambio di musicisti.
«La nostra storia, sotto il profilo culturale-musicale, fa riferimento - spiega Gennaro Tesone, batterista degli Almamegretta - soprattutto alla musica dei Carnascialia, del loro modo d'intendere ed esplorare la canzone popolare. Siamo naturalmente diversi stilisticamente, ma ci sentiamo legati da quei suoni che negli anni '70 avevano aperto le porte a nuove frontiere. L'incontro poteva anche risultare, da un punto di vista spettacolare, difficile da realizzare. Invece la prima esperienza dello scorso anno ha dimostrato che forse abbiamo trovato un punto di congiunzione giusto, un viaggio tra ricerca e sperimentazione che ottiene sempre, forse proprio grazie alle radici popolari, alla fisicità di questi suoni, un grande impatto. Il risultato, infatti, è sempre un grande clima di festa, sia per noi che per il pubblico.
Se gli Almamegretta rappresentano la nuova faccia della musica etnica, Carnascialia è la pagina storica della ricerca rock italiana che si presenta, per l'occasione, nella formazione originale con Piero Brega, Maurizio Giammarco (sassofonista jazz), Pasquale Minieri, il citato Mauro Pagani, Danilo Rea, Marcello Vento e Giorgio Vivaldi. «La nostra ricerca musicale s'è conclusa negli anni '80 perché tutto era cambiato, socialmente intendo - racconta Minieri -. La scintilla che ci ha spinti a ritrovarci dopo tanto tempo e tante esperienze diverse è stata provocata proprio dagli Almamegretta, che in diverse occasioni aveva citato Il Canzoniere del Lazio e Carnascialia come formazioni alle quali s'ispiravano. E cosi abbiamo cercato l'incontro. Siamo rimasti stupiti sia dal risultato musicale del "Contagio" che dalla reazione della gente. Abbiamo rotto la barriera temporale che divideva i diversi periodi di Carnascialia ed Almamegretta. E l'incontro non finirà con questo spettacolo perché cercheremo altre sperimentazioni comuni».
L'incasso della serata sarà devoluto alla ricostruzione della cattedrale di Noto. leri, alla presentazione alla stampa di «Contagio», lo scrittore Vincenzo Consolo ha auspicato più attenzione verso i problemi, anche culturali, del Sud.

Aggiornato Sabato, 30 Luglio 2005
 

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