Si diffonde nel mixer il contagio generazionale

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Data: 27 luglio 1995
Giornale: Il Manifesto

SI DIFFONDE NEL MIXER IL CONTAGIO GENERAZIONALE. ALMAMEGRETTA E CARNASCIALIA GETTANO UN PONTE TRA ANNI ’70 E ANNI ’90 ALL’ INSEGNA DELLA MUSICA LIBERA E METICCIA. E MANDANO IN TILT MASSENZIO.

L'aveva detto Pasquale Minieri, uno dei fondatori di Carnascialia, presentando il progetto "Contagio". Non è un accostamento, si suona insieme sul serio. Insieme agli Almamegretta, quindi, con tutte le incognite del caso. Meno calcolato era il rischio di lasciar fuori 400 persone, compresi molti giornalisti e perfino Teresa De Sio, che di Carnascialia era stata una delle protagoniste, per l'evento speciale di Scena Aperta, martedì all'arena centrale di Massenzio. Ma tale è ormai il richiamo esercitato dai 'figli di Annibale', e tale è stato l'interesse acceso dal ritorno del mitico laboratorio della musica popolare italiana, terreno comune 15 anni fa per il Canzoniera del Lazio e gli Area, la PFM ed altri spiriti liberi, che tremila posti non sono bastati (...) "Cosa ci unisce? - si chiede Raiss/Rino/Reeno - ... 'o core!". E' voluto ogni riferimento a musiche e dischi realmente esistenti. In comune c'è anche un'idea di una autogestione della musica e massima insofferenza agli schemi. Allora basta con i mondi paralleli, è ora di spingerli verso una rotta di collisione (...) C'è un pò di impaccio iniziale, Raiss con i foglietti in mano fa una certo effetto. Parte "Canzone n°1" di Piero Brega (ripresa insieme al suo interprete l'anno scorso da Roberto Gatto per "L'avventura"). Apriva "Carnascialia", disco del 1979 rimasterizzato recentemente. Tempo due arpeggi ed entra il beat lento e appiccicoso del dub ("è la musica più bella che conosciamo - dice Raiss - , non finiremo mai di scoprirla"). Complice qualche microfono che cala o cresce, sembra una trasmissione sperimentale sulle frequenze del tempo, con un effetto di ritardo, un 'delay' alieno e spaesante. O un missaggio tra due dischi, che scalciano sotto le mani del dj (...) Il 'contagio' si propaga nel mixer che rimodella dal vivo il suono degli Almamegretta. E' un altare che domina la scena, ormai, con due monitor puntati sulle orecchie di D.RaD. Il campionatore rigurgita ancora una volta la voce di Marcello Colasurdo di "E Zezi" per la splendida "Ammore nemico". Dietro l'angolo c'è "Canti a mete". "Sanacore" anticipa uno dei momenti più riusciti della serata, la rilettura congiunta di "Glorias". Parte "Ruanda", canzone di pace e di amore per l'Africa. Didjeridoo, tablas, valanga di riverberi e suoni in sospensione, un brano che diventa più bello ad ogni passaggio. Poi "Chili", "Spinaceto", "Pe' dint'e viche...", "Spezzo la mia chitarra", "Scioscie viento" ("il vento soffia - è ancora Raiss dal palco -, prima o poi l'aria cambierà"), "Tuscolana", "Sanghe e anima" con dentro "Gamela" non è un botta e risposta secco, ma un dialogo fitto, un suono meticcio, esaltante come tutte le cose difficili. E pensare che se il progetto Carnascialia fosse arrivato fin qui manipolando il destino, accanto a Raiss ci sarebbe stato Demetrio Stratos…

Aggiornato Sabato, 30 Luglio 2005